Codice etico e sanzionatorio

con particolare riferimento ai reati ex D. Lgs. 231/01

 

PREMESSA

Le Norme di Etica aziendale qui di seguito codificate hanno l’obiettivo importante di indicare alcune importanti regole di condotta, cui si devono conformarsi – nei vari Paesi – i dipendenti Sampla Belting e, per quanto applicabile, anche i suoi collaboratori a qualsiasi titolo, fornitori e clienti.

Gli azionisti della Sampla Belting sono a conoscenza da sempre della circostanza che la creazione e diffusione dei valori d’impresa non possa essere disgiunta da un effettivo rispetto di principi fondamentali quali la correttezza professionale, l’integrità personale, l’effettiva tutela della salute nell’ambiente di lavoro, nonché la trasparente competizione sul mercato da parte di tutti i soggetti che vi operano.

La società ritiene, quindi, opportuno concepire il presente Codice Etico come una guidelines di riferimento, ma senza alcuna velleità di prevalenza su norme imperative di legge o di fonte di contrattazione collettiva che possano avere contenuti o prassi giuridiche difformi (e di rango superiore).

Ai sensi del D. Lgs. n. 231/01 (“Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni”) tale Codice verrà collocato all’interno di un effettivo MOC, che assuma una forza scriminante e di protezione a beneficio della società, unitamente alle sue policies e disposizioni organizzative già presenti e in opera.

Il Codice intende fornire informazioni generali relative a problemi di conformità e non intende essere trattazione esaustiva in ordine alla varie materie, né una summa di tutte le leggi applicabili in tali materie. Per una trattazione più completa su ciascuna materia di interesse si potrà far riferimento alle specifiche policies aziendali sopra richiamate.

Parimenti è stato coerentemente programmato e delineato un piano di rivisitazione di tali processi organizzativi interni, a partire dalle funzioni aziendali più “esposte” ai rischi di coinvolgimento nella consumazione di reati ex D. Lgs. n. 231/01. Tale piano, in via di progressiva attuazione, richiede tuttavia la fattiva collaborazione ed il contributo di tutti.

Al fine di assicurare, per quanto ragionevolmente possibile, un effettivo rispetto delle regole riflesse nel presente Codice Etico, la Società ha istituito un Internal Audit, con compiti di controllo e sorveglianza.

I programmi e modelli di prevenzione ex D. Lgs. n. 231/01 richiedono, inoltre, per essere efficaci, un adeguato sistema disciplinare, atto ad individuare e sanzionare, per tutti i soggetti coinvolti, i comportamenti contrari alle normative ed obiettivi stabiliti.

Solo grazie a tale previsione il modello, infatti, diventa uno strumento efficace per rendere noto ai chiunque collabori con l’Azienda, che si tratta di un vero e proprio codice interno realmente attivo e cogente per l’organizzazione. L’inosservanza delle regole stabilite comporta sanzioni disciplinari e non, specifiche da caso a caso, che possono addirittura portare all’interruzione definitiva del rapporto con il soggetto in questione, al licenziamento e, comunque, alla risoluzione del contratto.

Perché venga garantito il funzionamento dei meccanismi disciplinari devono essere tempestivamente ed efficacemente informati tutti i destinatari.

La previsione di un sistema sanzionatorio per le violazioni delle regole di condotta definite nel MOC e nel Codice Etico, oltre a rappresentare un punto qualificante e di forza di tali modelli, è anche disposto esplicitamente dall’art. 6 comma 2 lettera e) del D. Lgs. n. 231/01; si richiede, quindi, che una reazione della Società di fronte alla violazione delle norme comportamentali e procedurali adeguata e in grado di ribadire la regola non rispettata e sanzionare il soggetto colpevole.

Le sanzioni disciplinari di cui al presente Codice possono essere irrogate anche in assenza di un procedimento penale conseguente alla commissione di un illecito, in quanto l’applicazione delle sanzioni da parte di Sampla Belting prescinde da eventuali procedimenti penali (o civili) avviati presso l’autorità giudiziaria competente per i medesimi fatti.

Ciò premesso, si segnala che l’osservanza del seguente Codice è da considerarsi parte integrante delle obbligazioni contrattuali assunte dei dipendenti ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 2104 c.c..

La violazione delle norme del Codice potrà, pertanto, costituire inadempimento grave delle obbligazioni derivanti dal contratto di lavoro e fonte di illecito civile, con conseguente responsabilità personale.

Analogamente la società si riserva di tutelare i propri interessi in ogni sede competente avverso i terzi collaboratori (fornitori, agenti, clienti, consulenti etc.) che abbiano violato le pertinenti norme del presente Codice a loro destinate e che abbiano formato oggetto di pattuizione contrattuale con la Società, sia in Italia che nei Paesi esteri di riferimento.

Le risorse umane della Società, ad ogni livello gerarchico o di responsabilità funzionale, nonché i terzi collaboratori (ove a ciò tenuti contrattualmente), sono, quindi, chiamati ad una scrupolosa osservanza delle norme e delle regole di condotta contenute nel presente Codice, che mira ad essere uno strumento di tutela degli interessi di coloro che – pur con diverso titolo, funzione e ruolo – concorrono liberamente alla creazione diffusa e trasparente del valore d’impresa, collaborando con la nostra Società. 

Sampla Belting S.r.l.

L’Amministratore Unico

 

 

PARTE PRIMA

- CODICE ETICO -

 

1. DESTINATARI

La Sampla Belting S.r.l. intende coniugare le proprie aspirazioni di successo imprenditoriale con il mantenimento e lo sviluppo di un rapporto di fiducia con tutti coloro che interagiscono e sono interessati alla sua attività d’impresa; pertanto competerà lealmente ed onestamente entro i limiti stabiliti dalla legge e dal Codice.

Il presente Codice Etico è indirizzato a tutti coloro che per ragioni di lavoro e di relazioni commerciali partecipano alla sfera di interessi Sampla e più precisamente:

  • Clienti;
  • Collaboratori coordinati e continuativi ed occasionali, agenti;
  • Consulenti e professionisti legati dalla Società da mandati professionali, anche verbali;
  • Fornitori di beni e di servizi, continuativi od occasionali;
  • Chiunque, per qualsiasi ragione o attività, operi nell’interesse, in nome e per conto della Società;

La Sampla Belting fornirà ai propri clienti soluzioni di qualità e di elevato livello innovativo e che siano sicure e rispondenti alle loro esigenze, a prezzi appropriati.

La Sampla Belting garantirà ai propri collaboratori un ambiente che incoraggi l’eccellenza individuale e di squadra e che aiuti la Società a raggiungere il successo competitivo attraverso il mantenimento di un ambiente di lavoro sicuro e salubre per tutti i dipendenti, nell’ottica della prevenzione degli incidenti con possibili effetti negativi sulle persone.

La Sampla Belting agirà in modo etico, come soggetto responsabile, trattando i fornitori lealmente, onestamente ed obiettivamente.

La Società dovrà assicurare un adeguato programma di formazione e sensibilizzazione continua sulle problematiche attinenti al Codice Etico e sulla sua effettiva osservanza.

2. CLIENTI

a) Relazioni di lunga durata con i clienti

È responsabilità di chi collabora con i clienti cercare di comprendere le loro richieste e fare quanto è ragionevolmente possibile per soddisfarle. Onestà ed affidabilità morale sono doti essenziali per stabilire buone e durature relazioni con i clienti. Le dichiarazioni rese ai clienti in ordine a soluzioni, forniture e prezzi dovranno essere genuine e non ingannevoli.

b) Termini e condizioni contrattuali

Ogni modifica alle formulazioni standard contrattuali richiede formale approvazione da parte dei dirigenti autorizzati dalla società, secondo l’organigramma e le procure di volta in volta in vigore.

c) Informazioni private e confidenziali

Prima di diffondere un’informazione di natura privata o confidenziale ad un cliente, è richiesto il perfezionamento di uno specifico accordo di riservatezza portante obbligazioni e restrizioni all’uso o alla divulgazione.

d) Pratiche anticoncorrenziali

Nelle fasi negoziali con i clienti, i dipendenti ed i collaboratori dovranno evitare ogni potenziale violazione delle leggi in materia di antitrust e di concorrenza sleale. Esemplificativamente tra le condotte illecite sono incluse: tentativo di influenza o fissazione con terzi del prezzo di commercializzazione delle soluzioni tecnologiche, restrizioni territoriali di commercializzazione, boicottaggi, vendite in esclusiva, vendite reciproche, storno di dipendenti.

Inoltre, modifiche dei termini o delle condizioni di commercializzazione a favore di alcuni clienti e non di loro concorrenti, configurando in potenza illecite discriminazioni sul prezzo devono essere previamente autorizzate dal vertice aziendale.

e) Rispetto delle normative speciali disciplinate dal D. Lgs. n. 81/08 “Tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro” e sue successive modificazioni e dal D. Lgs. n. 196/03 “Codice della privacy”

 In applicazione di quanto disciplinato dalle norme del capoverso e), la società individua soggetti specifici all’interno dell’azienda preposti alle funzioni da esse previsto. Tali incaricati potranno, perciò, emettere dichiarazioni od autocertificazioni in nome e per conto della società stessa nei rapporti intercorrenti con i clienti.

3. CONCORRENTI

a) Rapporti con i concorrenti

La società proibisce categoricamente l’adozione di metodi di concorrenza sleale, così definita secondo le leggi relative in vigore da Paese a Paese.

La società suggerisce di coinvolgere i vertici aziendali per la disamina di proposte che comportino forme di cooperazione con un concorrente.

È vietato concludere, con società concorrenti, accordi od intese che abbiano per oggetto o per effetto la fissazione di prezzi o le condizioni di vendita.

Nei contatti con società concorrenti, il personale della società deve evitare di discutere temi come prezzi o altre condizioni e termini di offerta, costi, inventari, piani di produzione, ricerche di mercato o altre informazioni la cui comunicazione non sia strettamente necessaria e pertinente alla trattativa negoziale specifica.

4. PROPRIETÀ, QUOTISTI, AMMINISTRATORI E PROCURATORI SOCIETARI

a) Correttezza contabile

Ogni operazione e transazione deve essere correttamente registrata, autorizzata, verificabile, legittima, coerente e congrua, rispettando i seguenti principi operativi:

  • Registrazione: ogni operazione deve trovare idonea ed intellegibile registrazione in uno dei Libri o dei Registri della Società e deve essere riportata, anche in forma di memoria o di nota informativa, sebbene possa non avere evidenza finanziaria ed economica.
  • Autorizzazione: ogni operazione deve essere autorizzata da chi ha la responsabilità del singolo fatto, dell’operazione, della funzione aziendale preposta all’operazione, ovvero, dalla Direzione. Poteri e responsabilità delle operazioni compiute sono ascrivibili a ciascun soggetto, sulla base dell’organigramma aziendale e del mansionario di livello e personale, di dominio dell’intera Società.
  • Verificabilità: ogni operazione dovrà essere verificabile da parte del responsabile cui è gerarchicamente subalterno colui che ha operato, nonché dagli organi di controllo interno  (Internal Audit e Collegio Sindacale) e da organi verificatori esterni pubblici e privati.
  • Legittimità: ogni operazione deve essere svolta nel rispetto delle Leggi e dei Regolamenti dello Stato in cui si opera e delle procedure della società.
  • Coerenza: tutte le azioni ed operazioni devono essere indirizzate univocamente allo sviluppo economico e morale della società, nel pieno rispetto delle leggi.
  • Congruità: ogni operazione deve essere economicamente congrua. Tale principio include il nesso causa / effetto, per cui sono considerati congrui atti ed operazioni che, pur conseguendo un’utilità negativa (finanziaria e sociale), siano eticamente corretti ed adottati al fine di evitare utilità negative di maggior danno.

b) Informazioni confidenziali e “rilevanti”

Chiunque collabori, anche occasionalmente, con la società è tenuto alla protezione dei dati e delle informazioni che la società utilizza nelle attività di impresa non conosciute all’esterno. Tutti gli atti ed i materiali che contengono informazioni confidenziali non possono essere divulgati, copiati, “scaricati” dalla rete aziendale senza specifica autorizzazione dell’organo di vertice Aziendale e secondo quanto previsto dall’art. 2 comma c) del presente Codice Etico.

Sono informazioni “rilevanti” tutte le notizie di natura tecnica, commerciale o finanziaria che non siano conosciute all’esterno della società. Ne è vietato l’uso e il consentire a chiunque di trarne qualsiasi vantaggio.

È vietato divulgare in anticipo rispetto agli organi societari preposti ed autorizzati, la possibilità di fusione, acquisizione, importanti variazioni di personale dirigente di vertice, nonché vicende giudiziarie relative sia a tutte le risorse umane aziendali che alla società. 

c) Marchi, brevetti, loghi, sistemi, know-how, copyright

Tutte le forme e le manifestazioni di proprietà intellettuale o industriale della Società dovranno essere protette da chiunque operi all’interno della Società a qualsiasi titolo; inoltre, ogni altra produzione creata nella vigenza del rapporto di collaborazione con la società da tali soggetti dovrà essere immediatamente comunicata ai vertici aziendali e diverrà di proprietà esclusiva di Sampla Belting.

5. DIPENDENTI E POLITICHE DEL PERSONALE

a) Risorse Umane

Le risorse umane sono elemento indispensabile e fondamentale per l’esistenza dell’impresa. La società offre ai lavoratori tutti le medesime opportunità di lavoro, in modo che tutti possano godere di un trattamento equo, basato su criteri di merito senza discriminazione alcuna. La società interpreta il ruolo imprenditoriale sia nella tutela delle condizioni di lavoro, sia nella protezione dell’integrità psico-fisica del lavoratore, nel rispetto della sua personalità morale, evitando che questa subisca illeciti condizionamenti o indebiti disagi.

b) Tutela del personale

Ai fini della più ampia tutela della salute e della sicurezza del personale impiegato sui luoghi di lavoro la Società adotta ed attua un capillare sistema aziendale per l’adempimento degli obblighi giuridici relativi:

  • al rispetto degli standard tecnico-strutturali di legge in ordine ad attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici;
  • all’attività di valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure di prevenzione e protezione conseguenti;
  • all’attività di natura organizzativa, quali emergenze, primo soccorso, gestione degli appalti, riunioni periodiche di sicurezza, consultazioni dei rappresentanti dei lavori per la sicurezza;
  • all’attività di sorveglianza sanitaria;
  • all’attività di informazione e formazione dei lavoratori;
  • all’attività di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e delle istruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei lavoratori;
  • all’acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatorie di legge;
  • alle periodiche verifiche dell’applicazione e dell’efficacia delle procedure adottate.

c) Principio di delegabilità

La Società impronta la politica del Personale verso lo sviluppo della professionalità e delle singole capacità lavorative dei propri dipendenti, quali valori e requisiti determinanti per conseguire l’ideale raggiungimento degli obiettivi societari.

La Società adotta il principio di delega aziendale, realizzata attraverso procure, nonché deleghe di mansioni, per assicurare una devoluzione di poteri e di funzioni alle proprie singole risorse umane, al fine di garantire la presenza nelle diverse procedure aziendali di soggetti legalmente responsabili, esercitando sugli stessi il dovere/potere di vigilanza.

d) Condotta morale

Ogni singola risorsa umana della Società è tenuta alla promozione interpersonale della dignità e del rispetto reciproco e sarà, altresì, tenuta a svolgere i propri compiti in modo onesto, intelligente e con buon grado di giudizio, in conformità con le policies aziendali, le procedure e le direttive della società.

Ogni lavoratore è tenuto a rispettare le istruzioni impartite dalla Direzione aziendale e dai propri superiori gerarchici per l’uso delle attrezzature e dei dispositivi di sicurezza richiesti nell’esecuzione delle singole operazioni ed a partecipare alle iniziative formative e di coinvolgimento organizzate dall’azienda in materia di tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro.

La società pretende che i dipendenti, ad ogni livello, collaborino a mantenere in azienda un clima di reciproco rispetto della dignità, dell’onore e della reputazione di ciascuno. La Direzione del Personale interverrà fermamente per impedire atteggiamenti interpersonali ingiuriosi o diffamatori.

e) Concorrenza sleale e conflitto di interessi

I dipendenti devono considerare gli interessi aziendali una priorità assoluta e devono evitare qualsiasi azione che possa comportare uno svantaggio o un danno per la società.

f) Uso dei beni aziendali ed eventuali conflitti

Ogni dipendente è tenuto ad utilizzare, detenere e custodire il patrimonio della Società costituito dai beni mobiliari ed immobiliari, materiali e non, comprese le proprietà intellettuali ed industriali, secondo la diligenza del buon padre di famiglia. I dipendenti non possono effettuare attività lavorativa per conto proprio o di terzi durante l’orario di lavoro e – per l’esercizio di tali attività – non sono pertanto legittimati né autorizzati ad utilizzare le dotazioni aziendali.

L’utilizzo dei macchinari di lavoro da parte dei dipendenti deve essere conforme alle policies aziendali e alle leggi applicabili, anche e soprattutto in tema di igiene e sicurezza sul luogo di lavoro. I dipendenti non devono usare tali macchinari in maniera da danneggiare sé stessi o mettere a repentaglio terze persone. Ogni dipendente è tenuto, quindi, all’assoluto rispetto delle normative in tema di sicurezza e salute sul luogo di lavoro, nonché all’utilizzo costante dei DPI forniti dall’azienda, in ottemperanza a quanto divulgato nei corsi di formazione aziendali sulla sicurezza.

g) Pari opportunità - Divieto di discriminazioni e molestie

Ogni e qualsiasi decisione relativa all’acquisizione ed all’utilizzazione delle risorse umane aziendali sarà valutata senza alcun tipo di discriminazione e nel rispetto delle pari opportunità.

La società vieta ogni tipo di molestia – dovunque e comunque esercitata – nelle relazioni di lavoro fra i propri dipendenti, collaboratori e consulenti. La società non ritiene ammissibili, né tollererà, forme di discriminazioni basate sulla razza, colore, sesso, età, religione, condizione fisica, stato civile, orientamenti sessuali, cittadinanza, origine etnica o qualunque altra discriminazione contraria alla legge.

Ogni violazione di tali principi verrà perseguita, ove conosciuta, con le azioni legali di tutela, di volta in volta individuate.

h) Abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti

Ciascun dipendente dovrà contribuire, affinché sul posto di lavoro non venga offesa o compromessa la sensibilità altrui. In tal senso la Società vieta che si presti servizio sotto l’effetto di sostanze alcoliche, e/o stupefacenti ovvero che si consumino o si cedano a qualsiasi titolo sostanze stupefacenti nel corso della prestazione lavorativa, costituendo tale comportamento un illecito con effetti sia civili che penali.

i) Fumo

A prescindere dal rigoroso divieto di fumare in tutti i luoghi di lavoro, che la società rispetta in conformità alle norme di legge; la trasgressione è considerata vero e proprio disvalore ambientale e giusta causa di recesso ex art. 2119 c.c. se compiuta in luoghi dove possa generare pericolo, anche in ragione della peculiare attività svolta dalla società nei capannoni di produzione. La società si adopererà, ove possibile, per attrezzare piccole aree per i fumatori all’esterno della struttura.

l) Norme del Personale

La gestione delle risorse umane necessita di regole comuni che garantiscano omogeneità ed equità dei comportamenti aziendali e che consentano, nel contempo, la tutela della società e la snellezza dei processi. A tal fine, la Direzione del Personale si è data un corpus normativo coerente con le norme di legge e gli accordi sindacali vigenti, oltre che rispettoso dei principi etici che sono alla base dell’emanazione del presente codice etico, volto a definire i modelli di comportamento e i processi di funzionamento che riguardano le risorse umane, ad ogni livello. Le citate norme costituiscono, quindi, parte integrante del presente codice etico e devono essere rispettate scrupolosamente ed applicate da chiunque nello svolgimento delle rispettive attività aziendali.

m) Agenti

Le norme di cui al presente articolo si applicano, per quanto possibile, ai lavoratori parasubordinati della società, quali a titolo esemplificativo e non esaustivo, gli agenti di commercio.

6. FORNITORI

E’ politica della Società negoziare in modo leale e trasparente con tutti i fornitori. La Società ha come suo prioritario obiettivo la soddisfazione del proprio Cliente nel pieno rispetto delle normative in vigore a sua tutela: in tale ottica saranno sviluppati accordi e convenzioni di qualità, certificazioni e codificazioni con quei fornitori che saranno in grado di assicurare al meglio la necessità dei Clienti e gli standard qualitativi della Società.

a. Forniture, appalti e subappalti

L’ufficio che determina l’affidamento di appalti e subappalti dovrà motivare, per iscritto, la scelta dei fornitori e dovrà giustificare la propria selezione e le ragioni tecnico/economiche/legali poste alla base dell’individuazione degli stessi. Tali appaltatori o subappaltatori dovranno essere aziende di capitali o di persone qualificate e di comprovata affidabilità tecnica ed economica. Dovranno, altresì, essere in regola con le normative civilistiche, lavoristiche, previdenziali ed assicurative, nonché dotate delle autorizzazioni o concessioni necessarie.

In particolare, nel caso di fornitori che già operino e collaborino con la società occorrerà verificare che essi abbiano continuato ad eseguire regolarmente le prestazioni contrattuali e che non siano intervenuti mutamenti nella organizzazione aziendale tali da compromettere un esatto adempimento delle prestazioni richieste.

In ogni contratto di fornitura dovrà essere formalizzato, a pena di risoluzione e di risarcimento del danno provocato, l’impegno da parte del fornitore ad uniformarsi a tutti i principi del presente codice – nessuno escluso – e a rispettare tutte le norme di legge.

È vietata ogni forma di raccomandazione o di pressione sugli organi della società competenti a scegliere i fornitori e/o finalizzata ad orientare tale scelta.

b. Consulenti

Il ricorso all’attività di consulenti o professionisti esterni dovrà essere debitamente motivato e deve rigorosamente avvenire a favore di persone che, per la loro comprovata serietà e preparazione professionale, siano in grado di adempiere nel migliore dei modi alle prestazioni richieste.

In ogni contratto con i soggetti sopra richiamati dovrà essere formalizzato, a pena di risoluzione e di risarcimento del danno provocato, l’impegno da parte del consulente o dell’agente ad uniformarsi a tutti i principi del presente codice – nessuno escluso – e a rispettare tutte le norme di legge.

È vietata ogni forma di raccomandazione o di pressione sugli organi della società competenti a scegliere i consulenti e/o finalizzata ad orientare tale scelta.

c. Divieto di dazioni in denaro e regalie

Si fa assoluto divieto ai lavoratori subordinati e parasubordinati, ai fornitori ed ai consulenti di offrire o accettare regali o dazioni in danaro od in altri equipollenti vantaggi, così com’è vietata la maggiorazione o la sovrafatturazione – sia in forma indiretta che diretta – dei corrispettivi contrattuali applicati da fornitori, subappaltatori e da collaboratori o consulenti, ovvero pattuiti con i clienti.

 

 

PARTE SECONDA

- CODICE SANZIONATORIO -

 

7. VIOLAZIONI

A titolo esemplificativo, le sanzioni saranno applicate nelle seguenti ipotesi:

  • la commissione di azioni o condotte non rispettose delle previsioni del MOC ex D. Lgs. n. 2310/01 ovvero l’omissione di azioni o condotte prescritte nello svolgimento di attività, nel cui ambito esiste il rischio di commissione dei reati elencati nel D. Lgs. n. 231/01, nonché nell’espletamento di attività:
    1. che espongano la società ad una situazione di rischio di commissione di uno dei reati contemplati dal D. Lgs. n. 231/01;
    2. che siano direttamente indirizzate al compimento dei reati previsti dal D. Lgs. n. 231/01;
    3. tali da determinare l’applicazione delle sanzioni pecuniarie ed interdittive previste dal D. Lgs. n. 231/01 a carico della società.
  • la messa in atto di azioni o condotte non conformi ai principi e alle regole di condotta contenute nel Codice Etico, ovvero l’omissione di azioni previste nel Codice Etico nello svolgimento delle attività aziendali.

Ogni violazione del MOC e delle norme di etica e di condotta aziendali deve essere riferita prontamente ai propri superiori gerarchici, al Responsabile del Personale o all’Amministratore Unico. Per ragioni di opportunità potranno anche riferire direttamente all’Organo di Vigilanza e Controllo.

Omettere o non riferire tali circostanze costituisce violazione del presente Codice Etico.

Le segnalazioni saranno trattate con la massima confidenzialità da parte dell’Internal Audit e tutte le violazioni riferite saranno oggetto di indagine, ameno che non siano presentate in forma anonima.

8. MISURE NEI CONFRONTI DEI DIPENDENTI

I comportamenti tenuti dai lavoratori dipendenti in violazione del Codice Etico e del MOC sono definiti come illeciti disciplinari.

Il potere sanzionatorio del datore di lavoro è regolato, anche in tali casi, dall’art. 2106 c.c., che legittima l’intervento ogniqualvolta ci siano inadempienze da parte del lavoratore.

Esso trova una rigorosa disciplina, sia per la tipologia delle sanzioni, che per le modalità di esercizio, nell’art 7 dello Statuto dei Lavoratori (Legge n. 300/70) ed eventualmente in normative speciali applicabili oltre, ovviamente, alla contrattazione collettiva di settore.

Tale articolo dispone, innanzitutto, che “le norme disciplinari relative alle sanzioni, alle infrazioni in relazione alle quali ciascuna di esse può essere applicata e alle procedure di contestazione delle stesse, devono essere portate a conoscenza dei lavoratori mediante affissione in luogo accessibile a tutti. Esse devono applicare quanto in materia è stabilito da accordi o contratti di lavoro ove esistano”. Da qui l’obbligo pubblicità del sistema sanzionatorio disposto dalla società.

Le possibili tipologie di sanzioni applicabili in ordine crescente sono le seguenti:

  • il richiamo verbale, la multa fino all’importo di 3 ore di paga e indennità di contingenza, l’ammonizione scritta e la sospensione dal lavoro fino a 3 giorni, ogniqualvolta si ravvisi una mancata esecuzione degli ordini impartiti dall’azienda sia in forma scritta che verbale;
  • il licenziamento per mancanze in ipotesi di comportamenti che provochino all’azienda gravi danni morali o materiali, nonché comportamenti che costituiscono reato ai termini di legge.

L’entità delle sanzioni che si propone siano irrogate ai dipendenti, nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità delle sanzioni stesse e tenendo presente la gravità della violazione, sarà valutata in base ai seguenti elementi:

  • eventuale reiterazione del medesimo illecito nel biennio precedente;
  • intenzionalità del comportamento o al grado di negligenza, imprudenza o imperizia;
  • prevedibilità dell’evento, concorso nella violazione di più lavoratori in accordo tra di loro.

La fase di istruttoria verrà condotta con la massima riservatezza e il sistema disciplinare viene costantemente monitorato dall’Organismo di Vigilanza e dal Responsabile dl Personale per l’irrogazione delle sanzioni.

Sono preposti all’irrogazione delle sanzioni nei confronti dei dipendenti:

  • l’Amministratore Unico della Società;
  • il Responsabile di Funzione, da cui gerarchicamente dipende il soggetto, che ha violato una o più norme del presente Codice Etico;
  • il Responsabile del Personale.

9. MISURE NEI CONFRONTI DEI DIRIGENTI O DI PROCURATORI SOCIETARI

In caso di violazione da parte di dirigenti o di procuratori societari delle previsioni contenute nel Codice Etico o nel MOC, verrà proposta l’adozione di misure sanzionatorie proporzionate alla gravità dei fatti, in conformità alle prescrizioni indicate nel CCNL di categoria, dandone immediata comunicazione all’OVC.

10. MISURE NEI CONFRONTI DEI QUOTISTI, DI AMMINISTRATORI E DI COMPONENTI IL COLLEGIO SINDACALE

In caso di violazione delle previsioni contenute nel Codice Etico e nel MOC, da parte dell’Amministratore o di proprietari di quote della Sampla Belting, si deve immediatamente informare l’assemblea dei soci e il Collegio Sindacale, affinché si assumano le iniziative sanzionatorie e di prevenzione più appropriate in relazione alla gravità dei fatti e in conformità alla normativa vigente.

In caso di violazione del Codice Etico o del MOC da parte di uno o più membri del Collegio sindacale, si deve informare direttamente l’intero Collegio Sindacale e l’Amministratore Unico, che si adoperano ad assumere adeguate misure, tra le quali, ove la gravità della situazione lo possa richiedere anche la convocazione dell’assemblea dei soci al fine di adottare le iniziative più idonee previste dalla legge. Immediata comunicazione verrà data all’OVC.

11. MISURE NEI CONFRONTI DI COLLABORATORI ESTERNI, FORNITORI E PARTNERS

Ogni comportamento messo in atto da collaboratori esterni, fornitori e partners della Sampla Belting, in contrasto con le previsioni del MOC e del Codice Etico costituisce inadempimento grave delle obbligazioni contrattuali ai sensi dell’art. 1453 c.c. e potrà determinare nei casi più gravi, la risoluzione del rapporto contrattuale, a prescindere dai casi in cui la Sampla Belting si ritenga legittimata a trattenere caparre o applicare penali o richieste di risarcimento del danno. Le sanzioni irrogabili a tali soggetti variano, a seconda della gravità del comportamento individuato, da €. 50,00 ad €. 1.500,00, fatta salva, in ogni caso, l’eventuale richiesta di risarcimento, qualora da tale comportamento derivino danni alla società.

12. INTERNAL AUDIT

a. Internal Audit - Poteri

Al fine di assicurare una scrupolosa osservanza, nonché una omogenea interpretazione del Codice Etico, la Società ha istituito una funzione di Internal Audit, svolta dall’OVC.

Le attività che tale soggetto è chiamato ad assolvere sono:

  • massima diffusione e comprensione del codice etico presso i soggetti destinatari;
  • vigilanza sull’efficacia del Codice Etico nella prassi;
  • disamina in merito all’adeguatezza del MOC, ossia della sua reale capacità di prevenire i comportamenti non voluti;
  • analisi circa il mantenimento nel tempo dei requisiti di solidità e funzionalità del MOC;
  • cura del necessario aggiornamento del MOC quale adeguamento all’evoluzione legislativa;

A norma del D.Lgs. 231/01, l’Internal Audit svolgerà le proprie mansioni con la professionalità, l’autonomia, l’indipendenza e la continuità di azioni necessarie, redigendo relazioni periodiche in ordine di controlli realizzati e riferendo trimestralmente all’Amministratore Unico.

L’Internal Audit è fornito dei poteri necessari per imporre ai soggetti destinatari del presente Codice Etico, il rispetto dell’obbligo di informazione di cui all’art. 6 del D. Lgs.n.231/01.

13. MODIFICHE E AGGIORNAMENTO PERIODICO

La società si riserva il diritto di modificare in ogni tempo e senza preavviso le norme di etica e condotta aziendale contenute nel presente codice. Ogni modifica o integrazione, salvo che non siano conseguenze di modifiche legislative e/o regolamentari, deve essere approvata dall’Amministratore Unico e ne viene data notizia nelle modalità di cui al paragrafo seguente.

14. DIFFUSIONE DEL CODICE ETICO E DEL CODICE SANZIONATORIO

Sampla Belting si impegna a far conoscere e diffondere il Codice Etico e il Codice Sanzionatorio a tutti i destinatari attraverso la sua disponibilità cartacea e telematica. Le prescrizioni in essi contenute saranno oggetto di periodiche iniziative di formazione e sensibilizzazione.